Sbalzi di temperatura: i peggiori nemici della digestione

Tuffarsi nell’acqua fredda, bere una bibita ghiacciata o entrare in un ambiente con aria condizionata subito dopo aver mangiato può essere pericoloso? La risposta è sì: lo shock termico è infatti uno dei principali fattori che determinano l’insorgere di una congestione gastrica. E se pensate che questo disturbo possa colpire soltanto chi fa il bagno in piscina o in mare, vi sbagliate. A volte è sufficiente un forte sbalzo di temperatura, come entrare in un centro commerciale con aria condizionata troppo forte o mangiare velocemente un gelato, per dare problemi durante la digestione. Ne parliamo con il dottor Francesco Negrini, responsabile del servizio di gastroenterologia ed endoscopia digestiva del Policlinico San Marco e gastroenterologo di Corpore Sano Smart Clinic, all’interno del Centro “Le Due Torri” di Stezzano, e di Smart Clinic all’interno di Oriocenter.

Che cosa avviene esattamente quando facciamo il bagno con la pancia piena?

 Al contatto con l'acqua, che in genere è comunque più fredda rispetto alla temperatura esterna, si va incontro ad una vasocostrizione dei vasi periferici, in particolare di quelli della cute nel tentativo di mantenere una buona temperatura corporea. I muscoli, che sono appena sotto la cute, si raffreddano e, come difesa, cominciano a richiamare più sangue. Se si ha mangiato da poco (la digestione inizia circa mezz’ora dopo l’ingestione del cibo) però anche l'apparato digerente ha bisogno di una quantità di sangue maggiore per portare a termine la digestione. Il problema è che per il nostro organismo ″spostare″ due masse di sangue così importanti nello stesso momento diventa troppo impegnativo. La conseguenza è che non ne arriva a sufficienza né ai muscoli né allo stomaco: i muscoli si indeboliscono (motivo per il quale si può rischiare di annegare), mentre la digestione tende a rallentare fino a bloccarsi.

Quali sono i sintomi di una congestione gastrica?

Generalmente sono dolori di stomaco, nausea, vomito, vertigini, pallore, sudorazione fredda, debolezza e infine svenimento, condizione che può esporre al rischio di annegare. Nei casi più gravi, in particolare in soggetti anziani o con altre patologie concomitanti, si può arrivare fino al collasso cardiocircolatorio (evento per fortuna molto raro).

Cosa è opportuno fare se ci si sente male in acqua?

Se si avvertono i sintomi della congestione gastrica è opportuno uscire immediatamente dall’acqua, sdraiarsi con le gambe leggermente sollevate, cercando di tenere la testa riparate dal sole anche con un panno umido e l’addome al sole. Nel caso dei bambini, in particolare, può essere utile effettuare un massaggio circolare all’altezza dello stomaco per ripristinare la circolazione favorire la digestione. Se la situazione è sotto controllo, per attenuare i dolori e la pesantezza allo stomaco può essere utile bere a piccoli sorsi un bicchiere d’acqua a temperatura ambiente o meglio ancora una tazza di camomilla calda oppure una tisana al finocchio o al biancospino, per ripristinare il processo digestivo. Se però il malessere non passa è necessario chiamare i soccorsi perché, come già accennato, può verificarsi un collasso cardio-circolatorio che purtroppo, nei casi più seri, può portare alla morte, soprattutto se la persona ha subito anche una breve perdita di coscienza.

Quali sono i consigli utili per limitare lo shock termico?

“Aspettare 3 ore prima di entrare in acqua, dopo un pranzo completo o ricco di grassi, attenderne due, se invece il pranzo è stato leggero, ed infine è sufficiente far passare un’ora per uno spuntino, soprattutto se di carboidrati o zuccheri. Entrare in acqua gradualmente in modo che l’organismo si acclimati gradualmente alla temperatura dell’acqua. Dopo i pasti, è consigliabile evitare di svolgere attività fisica troppo intensa”.

 

 

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