La salute vien mangiando … anche per gli occhi

Quello che mangiamo può influenzare la salute dei nostri occhi? La risposta è sì, proprio come succede per il resto dell’organismo. A dirlo sono sempre più studi scientifici. Uno degli ultimi, in ordine di tempo, è quello pubblicato da un gruppo di ricercatori di Harvard sulla prestigiosa rivista JAMA Ophthalmology, secondo il quale una dieta ricca di nitrati, naturalmente presenti in tutte le verdure e soprattutto in quelle a foglia verde, sarebbe efficace nella protezione del nervo ottico e quindi nella prevenzione del rischio di sviluppare la forma più diffusa di glaucoma (interessa circa il 10% della popolazione con più di 70 anni nel nostro Paese ed è, ancora oggi, una delle più frequenti cause di cecità nel mondo). E il glaucoma non sarebbe l’unica patologia a trarre benefici da una sana alimentazione. Come ci spiegano il dottor Giulio Leopardi, responsabile dell’unità di oculistica del Policlinico San Pietro di Ponte San Pietro e dell’attività ambulatoriale del Policlinico San Marco e oculista di Smart Clinic, recentemente inaugurata all’interno del Centro Commerciale Oriocenter, e il dottor Paolo Marangoni, oculista della stessa struttura.

Quali alimenti non devono mancare in un’alimentazione che possa dirsi efficace per aiutare a ridurre il rischio di disturbi visivi?

Diversi studi hanno dimostrato che benefici per la salute degli occhi possono venire da una dieta ricca di vegetali (fonti importanti di vitamine e minerali). Ad esempio è stata messa in evidenza la relazione tra consumo di alimenti ricchi di vitamina E (spinaci, broccoli, noci etc.) e riduzione del rischio di sviluppare cataratta (processo di opacizzazione del cristallino). La prevalenza di cataratta è in costante aumento, parallelamente all’incremento dell’aspettativa di vita; anche il consumo di carboidrati semplici e ad alto indice glicemico sembra rappresentare un fattore predisponente. Lo stesso affaticamento visivo, che oggi interessa una larga parte della popolazione che trascorre molto tempo davanti a video e monitor già dalla tenera età, trarrebbe beneficio dalla supplementazione con estratti ricchi di antocianosidi (polifenoli ad azione antiossidante presenti soprattutto nel ribes nero e nel mirtillo nero, che eserciterebbero azioni benefiche sul microcircolo) e dall’assunzione di luteina, un carotenoide ampiamente presente nel mondo vegetale. Insieme a zeaxantina e a meso-zeaxantina, la luteina è uno dei pigmenti della retina, noti anche come xantofille, composti di natura carotenoide (simili cioè al beta-carotene) essenziali per la corretta funzionalità visiva. La luteina è contenuta in frutta e verdura giallo-arancio, nella verdura a foglie verdi e nel tuorlo dell’uovo. Le xantofille si comportano da antiossidanti, modulando i meccanismi difensivi e i sistemi di riparazione della retina che è potenzialmente suscettibile all’ossidazione durante l’esposizione alla luce. Studi sperimentali hanno dimostrato il ruolo di luteina e zeaxantina nella protezione della retina sia dal danno foto-ossidativo sia nella progressione di patologie come la degenerazione maculare correlata all’età.

Oltre agli antiossidanti contenuti in frutta e verdura, ci sono altre sostanze benefiche per i nostri occhi?

Sì, gli omega – 3, acidi grassi cosiddetti buoni che si trovano ad esempio in pesce e crostacei (EPA e DHA), nelle noci e in misura minore nelle mandorle (ALA o alfa-linolenico). In particolare, alcuni disturbi e patologie dell’occhio tipiche dell’età adulta, come la secchezza oculare e la degenerazione maculare legata all’età sono associati a bassi livelli di assunzione di omega-3 e a ridotte concentrazioni circolanti di questi composti, soprattutto di DHA, l’acido grasso omega-3 a più lunga catena e a più alto grado di insaturazione. Dati preliminari suggeriscono effetti positivi anche nella sintomatologia della sindrome dell’occhio secco.

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