Diverticolite: diagnosi, dieta e terapia

Sono frequentissimi da una certa età in poi. Di per sé innocui, i diverticoli in alcuni casi possono infettarsi e dare origine a una diverticolite, infiammazione che provoca dolori anche molto forti. Per non peggiorare il problema, un ruolo chiave è giocato dall’alimentazione. Ma esiste una dieta particolare da seguire? Quali esami si possono fare per essere certi di soffrire di questo disturbo? E quali le terapie? Lo abbiamo chiesto al dottor Francesco Negrini, gastroenterologo di Smart Clinic (Oriocenter e Le Due Torri) e responsabile dell’unità di endoscopia del Policlinico San Marco. Dottor Negrini, che cosa s’intente per diverticolite? 

La diverticolite è l’infiammazione di un tratto di colon o per meglio dire l’infezione dei diverticoli. 

E che cosa sono i diverticoli? 

Si tratta di dilatazioni sacculari (a forma di piccoli sacchi) simili a delle tasche più o meno grandi che si formano sulla parete del colon. Possono interessare qualunque tratto digestivo ma generalmente compaiono in maggiori quantità a livello del sigma (sezione terminale del colon, posizionata prima del retto). È importante precisare che la presenza dei diverticoli non è segnale di una patologia, ma un’alterazione anatomica e, per fortuna, la maggior parte delle persone non accusa sintomi. Quando invece si genera un’infiammazione dei diverticolie si avverte un dolore molto forte allora si può parlare di diverticolite. 

Quali sono i segnali che indicano una diverticolite? 
I sintomi più frequenti sono dolore addominale, meteorismo, irregolarità intestinale con stipsi e/o diarrea. Nei casi più gravi, possono insorgere anche febbre, tensione addominale e difficoltà d’evacuazione. La complicanza più grave in caso di diverticolite è la perforazione di un diverticolo con conseguente peritonite (infiammazione di origine batterica del peritoneo che, in caso di perforazione, può essere molto pericolosa).

Quali fattori incidono sull’insorgenza della patologia?  

I principali fattori di rischio della diverticolite sono la familiarità, la sedentarietà, le cattive abitudini alimentari, il sovrappeso o l’obesità e la stipsi cronica. 

Come si diagnostica? 

La diagnosi della diverticolite si basa sulla colonscopia. Inoltre, può essere diagnosticata con il clisma opaco, esame radiologico chepermette di verificare la morfologia di colon e retto, grazie all’utilizzo di mezzo di contrasto a base di bario. Infine, per essere certi che si tratti di diverticolite, si può effettuare un TC dell’addome che consente la valutazione di tutti gli organi addominali. 

In genere si dice che chi soffre di diverticolite deve evitare di mangiare alimenti che contengono semi, è vero? In generale, è necessario seguire una dieta specifica?

Se si è affetti da diverticolite, è opportuno seguire una dieta che eviti cibi con semi che possono favorire l’infiammazione dei diverticoli. Inoltre, sarebbe meglio evitare di mangiare fibra non idrosolubile (come cereali integrali, legumi, frutta, verdura a foglia verde, fragole, pesche e prugne), frutta secca, cibi fritti o speziati, insaccati e limitare il consumo di alcolici.

Che terapie sono consigliabili?

La terapia della diverticolite prevede l’uso di antibiotici (rifaximina) al bisogno o a cicli preventivi, antispastici (farmaci che limitano gli spasmi muscolari e i dolori che ne derivano), antinfiammatori intestinali e probiotici (organismi vivi che contribuiscono a ristabilire il giusto equilibrio della flora intestinale).  In casi gravi, ovvero con perforazione dei diverticoli, può rendersi necessaria la terapia chirurgica.

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