Cataratta: incisioni minime per tempi di ripresa più veloci

Ogni anno in Italia vengono eseguiti circa 500 mila interventi di cataratta, patologia che colpisce 1 persona su 4 dopo i 70 anni. Scopriamo quali sono le cause, i sintomi e le cure della patologia e in cosa consistono esattamente gli interventi alla cataratta. Il Policlinico San Marco e Policlinico San Pietro, strutture che vantano un’esperienza ventennale nel trattamento di questa patologia, sono dotati di tecnologie che garantiscono una minore invasività e tempi di recupero sempre più veloci.

Caratteristiche e sintomi della cataratta

La cataratta è l’opacamento del cristallino, la lente interna all’occhio che focalizza le immagini sulla regione centrale della retina, denominata macula. Quando il cristallino si opacizza, si manifesta offuscamento della vista, peggioramento del contrasto nella visione, insorgenza o aggravamento della miopia.

Cause dell’insorgenza della cataratta

L’origine può essere congenita, conseguenza di traumi oculari o avere cause sconosciute, generalmente la causa più frequente è l’invecchiamento.

Terapie per la cura della cataratta

Il metodo ideale per curare la patologia è l'intervento chirurgico, praticato abitualmente in anestesia topica, cioè instillando solo colliri anestetici: consiste nella rimozione del cristallino naturale ormai opacato e contestualmente nell’impianto di una lente artificiale, che sostituisce la capacità diottrica del cristallino asportato. Sono attualmente disponibili cristallini artificiali costruiti su misura per ogni occhio (lenti premium) con caratteristiche tali da poter correggere gradi più o meno elevati di astigmatismo o permettere la visione sia da vicino sia da lontano senza l’utilizzo degli occhiali. Le moderne tecniche prevedono l’uso di una sonda metallica, fatta vibrare da ultrasuoni ad altissima frequenza (la cosiddetta facoemulsificazione) e introdotta nell'occhio attraverso una breccia chirurgica di circa 2 millimetri, che frantuma e asporta il cristallino catarattoso. Attraverso lo stesso taglio viene posizionato un cristallino artificiale pieghevole. L’intervento viene condotto con tecnica extracapsulare, cioè viene conservata la sottile capsula posteriore del cristallino naturale, su cui viene posizionato quello artificiale. L'attuale orientamento delle nostre èquipes privilegia l'utilizzo di lenti intraoculari di produzione statunitense approvati dall'FDA (il Ministero della Salute americano), considerate attualmente le più sicure ed efficaci, sia per quanto riguarda i cristallini artificiali standard, sia per le lenti premium. L’impianto di cristallino artificiale, in sostituzione del cristallino opacato, rappresenta il più grande progresso dell’intervento di cataratta negli ultimi trent’anni. Se non venisse impiantato, infatti, il paziente sarebbe costretto a utilizzare occhiali molto forti con lenti spesse o lenti a contatto. Per il successo dell’intervento è determinante l’attenta valutazione pre-operatoria sia dello stato generale della persona sia delle condizioni dell’occhio con esami di alta specializzazione oculistica: ecografia ed ecobiometria che danno i valori esatti del cristallino da utilizzare; microscopia endoteliale che consente di valutare le cellule della cornea; attenta osservazione della retina, che è la struttura nervosa dell’occhio. Per i pazienti che presentano alterazioni più o meno accentuate del fondo oculare connesse con l'età o con il diabete (per citare le più frequenti cause di maculopatia) prevediamo uno screening strumentale con OCT o con fluorangiografia affinché possa essere perfettamente valutata la funzionalità retinica. 

Tempi di ripresa e precauzioni post intervento

A un taglio così piccolo corrisponde un periodo riabilitativo breve, che permette una discreta visione già nelle prime ore dopo l'intervento e una visione piena, in relazione alle condizioni oculari, già 15 - 20 giorni dopo l'intervento. Nei primi giorni è consigliato un riposo a letto di qualche ora durante il giorno, soprattutto per le persone anziane. Sono normali bruciori oculari e sensazione di corpo estraneo (un buon occhiale da sole e la costante instillazione dei colliri consigliati al momento della dimissione risolveranno in gran parte questi problemi). Il paziente potrà tornare alle sue occupazioni abituali in due o tre giorni.

 

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