Candidosi vaginale? vietato sottovalutare

La candida è un’infezione frequente nelle donne in età fertile ed uno dei principali motivi di visita dal ginecologo. Si calcola che il  75% delle  donne Italiane ne abbia sofferto almeno una  volta nella  vita, con fastidi intimi che possono avere un effetto negativo sulla vita di coppia. Il primo passo per risolvere il problema  è  non sottovalutare i campanelli di allarme, superare l’imbarazzo  e parlarne con uno specialista ginecologo che saprà consigliare il  trattamento più adatto. Ma  come  si  fa  a  capire se si è affetti dalla candida? Esiste un modo di prevenirla ed  evitare che  ritorni? Lo abbiamo chiesto alla dottoressa  Carmen Nava  Herrera, specialista ginecologa del  Policlinico San  Marco e di  Smart Clinic.

Dottoressa Nava, che  cos’è  la candida? 

La candida, in termini medici candidosi vulvovaginale, è un’infezione  causata  da miceti (funghi), dei quali  il più comune è la  Candida Albicans. I microrganismi responsabili di questo disturbo sono normalmente presenti nel nostro organismo, in particolare nella bocca, in stomaco e intestino, nella pelle e nelle mucose uro-genitali ma generalmente sono innocui. Ciò che li trasforma in agenti patogeni, ovvero portatori di malattie, è un indebolimento delle difese immunitarie e/o un’alterazione della flora vaginale. Quando il sistema immunitario s’indebolisce, infatti, i batteri “buoni”, come i lattobacilli, vengono distrutti e la flora vaginale si altera: si crea un ambiente favorevole alla proliferazione di questi funghi che, prendendo il sopravvento, causano l’infezione.

Quali sono ifattori di rischio d’insorgenza della candida?

I più frequenti sono: riduzione delle difese immunitarie a causa di stress, malattie o terapie farmacologiche prolungate con antibiotici cortisonici; alterazione della funzione intestinale (stipsi, diarrea); diabete; modificazioni ormonali (gravidanza, allattamento, menopausa; uso di contraccettivi ormonali; scorretta igiene intima; sovrappeso; dieta alimentare squilibrata e ricca di carboidrati.

Quali sono i sintomi della candidosi vaginale?

La candidosi nella donna si manifesta con prurito intenso vaginale e/o vulvare, associato a perdite vaginali biancastre, talora dense o a grumi, con un tipico aspetto a “ricotta”, bruciore, arrossamento e gonfiore nella zona vulvovaginale, dolore durante i rapporti sessuali e possibile comparsa di bruciore urinario. 

I sintomi in genere si accentuano una settimana prima dell’inizio delle mestruazioni e tendono poi a esaurirsi con l’arrivo del flusso mestruale. Essendo un fungo altamente contagioso e trasmissibile al partner attraverso rapporti sessuali, esiste il rischio che l’infezione si passi dalla donna all’uomo e viceversa (cosiddetto effetto “ping-pong”).

È possibile prevenirla? 

Sì. È fondamentale mantenere uno stile di vita sano, con una attività fisica costante e una dieta equilibrata. Poiché il fungo da candidasi nutre principalmente di zuccheri, quando l’infezione è in corso si consiglia di limitare il consumo di alimenti zuccherati, raffinati e con lieviti (merendine confezionate, brioches, pane, pizza, snack, biscotti, ecc.). Meglio privilegiare gli alimenti che aiutano a ripristinare la flora batterica “buona” dell’intestino come frutta (tranne quella troppo zuccherina: banane, uva, fichi, cachi), verdura, fibre, cerali e riso integrali, pesce e carni bianche e yogurt, meglio se al naturale. Per combattere la Candida Albicans in modo efficaceè importante anche ristabilire il giusto equilibrio della flora batterica e questo lo si può fare assumendo i probiotici.Importante è anche la scelta del detergente intimo, evitando quelli troppo aggressivi e preferendo detergenti con ph fisiologico (intorno a 4.5 o 5.0) che rispettano la flora vaginale.Il fungo da candidaprolifera in ambiente caldo umido: attenzione quindi alla traspirazione, evitando pantaloni o calze attillate, i tessuti sintetici e indossando biancheria intima di cotone, preferibilmente bianca.

Come si fa a essere certi di soffrirne? 

Per la diagnosi della candida bastano in genere i sintomi. Per essere certi che si tratti effettivamente di candidosi, ci si può sottoporre a tampone vaginale, esame che consiste nel prelievo di una piccola quantità di secrezione prodotta dalla vagina e permette di identificare il tipo di fungo che causa l’infezione.

Qual è il trattamento efficace per la cura della candidosi? 

In anzitutto è bene evitare rimedi “fai da te”. La terapia per la cura della candidosi si basa sull’utilizzo di antimicotici (farmaci che agiscono contro i funghi). A seconda della gravità dell’infezione, lo specialista potrà prescrivere una terapia locale, con creme o ovuli, che va applicata nella zona vulvo-vaginale per 3-7 giorni a seconda della formulazione. Esistono anche trattamenti monodose che assicurano risultati altrettanto efficaci. Nei casi di infezioni ricorrenti (4 o più episodi/anno) o di infezioni acute con sintomi molti intensi di prurito, bruciore e arrossamento è preferibile usare, per prevenire recidive, farmaci antimicotici per bocca. È opportuno che anche il partner segua una cura in caso di infiammazione ai genitali, proprio per evitare il cosiddetto effetto “ping-pong”.

 

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