Appendicite: quando serve la chirurgia

Ogni anno in Italia vengono eseguiti circa 50mila interventi di rimozione dell’appendice. Ciò vuol dire che l’8-10% della popolazione, nel corso della vita, sarà sottoposto a questo tipo di intervento. L’operazione chirurgica infatti è spesso l’unica cura risolutiva in caso di appendicite acuta. Oggi l’intervento può essere effettuato anche per via laparoscopica, cioè con tecnica mini-invasiva che garantisce tempi di ripresa più brevi e minori cicatrici. Come ci spiega il dottor Stefano Olmi, responsabile dell’unità di chirurgia generale e oncologica e del Centro di laparoscopia avanzata del Policlinico San Marco.

Dottor Olmi, che cosa si intende per appendicite?

L’appendiciteè un processo infiammatorio che colpisce l’appendice, cioè la sottile struttura tubolare che ha origine dalla parte inferiore dell’intestino cieco. Inizialmentel’infiammazione è modesta, ma col passare delle ore può peggiorare fino a portare alla rottura della parete. In quest’ultimo caso il contenuto dell’appendice si diffonde nell’addome causando una peritonite (infiammazione del peritoneo,membrana sierosa sottile e trasparente che riveste la cavità addominale), che rappresenta la complicanza più grave insieme all’ascesso.

Quali sono le cause dell’appendicite?

 Generalmente l’infiammazione è causata da un'ostruzione interna conseguente al ristagno di materiale fecale e sali inorganici nell’appendice, da ipertrofia dei follicoli o noduli linfatici appendicolari, che possono aumentare di numero e dimensioni in risposta a un'infezione locale o sistemica (mononucleosi, morbillo, morbo di Crohn, gastroenteriti, infezioni respiratorie etc.), oppure, più raramente, dalla presenza di un corpo estraneo (calcoli biliari, parassiti intestinali, semi incastrati all’interno etc.). 

Quali sono isintomi dell’appendicite?

La sintomatologia può essere variabile: da un vago malessere generalee un modesto dolore addominaleche nelle ore successive diventa continuoe si sposta nella sede dell’appendice, ovvero a destra sotto l’ombelico. È frequente la nauseae la febbre, che può arrivare a 38-39 gradi. A volte l’esordio è acuto e improvviso con immediata comparsa di dolore, nausea e febbre. 

Nella maggior parte dei casi per la diagnosi basta una visita, a cui segue in genere un esame del sangue (il numero dei globuli bianchi in caso di infiammazione aumenta) e un’ecografia dell’addome per la conferma. L’esame ecografico, in particolare, è consigliato nelle donne, nelle quali c’è il rischio di confondere l’appendicite con patologie ginecologiche che presentano sintomi simili. 

Qual è lacura dell’appendicite?

Non esiste una vera cura farmacologica per l'appendicite, se non l’uso di antibiotici e anti-infiammatori per attenuare i sintomi. L'appendicectomia, ovvero l’asportazione chirurgica dell’appendice, è l'unico intervento risolutivo.L'intervento, sempre in anestesia generale, può essere eseguito per via laparoscopica o per via laparotomica (con un’incisione lungo la parete addominale). La laparoscopia, oltre alla minore invasività e a migliori risultati estetici, ha il vantaggio di consentire un decorso post-operatorio meno doloroso e più rapido. L'intervento per via laparoscopica prevede generalmente tre piccole incisioni di piccolo diametro (1 centimetro e ½) che consentono di inserire una piccola videocamera (laparoscopio) e gli attrezzi chirurgici necessari per rimuovere l’appendice. A volte si utilizzano mini strumenti da tre millimetri per ridurre ulteriormente il danno estetico (mini-laparoscopia). Il decorso e la guarigione in genere sono molto rapidi e il paziente può tornare a mangiare, alimenti leggeri, già dal giorno successivo.

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